venerdì 10 aprile 2015

Imprenditoria teatina: nasce la prima birra artigianale prodotta interamente a Chieti

L’imprenditoria teatina dà un segnale importante: da un’idea di un gruppo di amici di Chieti Scalo (Claudio Navelli, Andrea Del Monaco, Pierpaolo D’Aloisio, Carlo Festa e Marco Merlino) nasce infatti un prodotto destinato a far parlare molto di sé.
Questa sera dalle ore 18 in poi sarà presentata, presso il Caffè Letterario “Il Duca Minimo”, la prima birra artigianale interamente concepita a Chieti.
Nell'occasione sarà presente il Club 500 Abruzzo di Cepagatti per un raduno delle Fiat 500.
L’Antica Birra degli Abruzzi propone “La Brigantessa”, nome ovviamente scelto in maniera mirata: dalla tradizione del Brigantaggio nella nostra regione e dall'asperità della Majella nascono infatti due birre “forti e gentili” come la terra cui sono ispirate. Due qualità diverse, una English Bitter (bionda) e l’altra Belgian Strong Ale (scura dal colore ambrato brillante con riflessi ramati).
Dall'alchimia tra malto d'orzo, luppolo e acqua nasce questa birra artigianale italiana, una beer firm del macro territorio Abruzzo-Molise.
Ne abbiamo parlato con Claudio Navelli (foto), responsabile commerciale del progetto.
“Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare un nuovo birrificio a Chieti Scalo per lo sviluppo commerciale ed imprenditoriale abruzzese – esordisce Navelli – con possibilità di nuovi posti di lavoro e situazioni commerciali che diano un segnale forte. Abbiamo scelto il nome Antica Birra degli Abruzzi proprio per richiamare il territorio e quello de “La Brigantessa” per legarlo alla leggenda dei briganti. Vogliamo sviluppare un discorso ampio partendo dalla produzione della birra per collegarlo anche ad un altro nostro prodotto tipico, gli arrosticini”.
Altra iniziativa suggestiva e particolare sarà lo street food: “Ci sarà un'Ape a forma di pecora che venderà birra e arrosticini: partiamo da Chieti per poi cercare di allargarci anche oltre i confini abruzzesi. In previsione nel birrificio anche un angolo di ritrovo per i ragazzi in cui fare feste ed eventi: speriamo il prima possibile di avere lo spazio per il nostro birrificio, per ora siamo una beer firm che si appoggia ad un microbirrificio che produce la nostra ricetta ”.
“La birra artigianale è un prodotto di nicchia – continua a spiegare Navelli – e per fare le quantità giuste ci vogliono spazio e tempo, dunque per ingranare dovremo vedere come andrà anche l’estate. Certamente c’è l’intenzione di creare un marchio birra ed arrosticino insieme da poter anche utilizzare poi anche in altre regioni”.

“La passione tra amici è alla base di tutto il progetto: all'inizio facevamo la birra per noi, poi l’abbiamo fatta assaggiare ad altri notando che piaceva. È nata così l’idea di farne un prodotto, seppur di nicchia, per chi volesse un’alternativa al vino che qui da noi, come sappiamo tutti, va forte ed è esportato in tutto il mondo”.
L’ultima osservazione di Navelli è per la lavorazione della birra artigianale, processo non certamente semplice: “I tempi sono lunghi, ci vogliono due o tre mesi per produrla. L’aroma ovviamente alla fine è diverso da quello della birra commerciale: ci vuole tutta l’esperienza e manualità del mastro birraio per raggiungere un buon risultato. La stessa “cotta”, cioè la produzione della birra stessa, può anche variare in percentuale come gusti con tecniche particolari. La nostra ricetta è nata in un paio di mesi e ci aiuta il mastro birraio nella realizzazione. Per ora sono previsti due tipi di birra, man mano che andremo avanti ne nasceranno altre”.

Piero Vittoria

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